Intervista al patron del biologico in Italia: Girolomoni

12 Giugno 2018

Per la raccolta “conosco e scelgo i miei fornitori” questa volta ho intervistato per voi il patron del biologico in Italia: Girolomoni.  Mettetevi comodi questa storia è davvero un esempio di impegno verso il pianeta e la sostenibilità e noi ve la raccontiamo con tutto l’entusiasmo.

Paola: Gino Girolomoni fondatore futurista del biologico.In cosa si differenzia il “vostro biologico”

La Gino Girolomoni Cooperativa nasce nel 1977, è una delle aziende che ha aperto le strade del bio in Italia, Gino, è considerato un pioniere, uno che ha visto lontano… Era alla ricerca di un nuovo modo di vivere la campagna, di riscattare quel territorio italiano denigrato dalla società e dalla politica, ferito non solo culturalmente ma anche fisicamente da diserbanti e dall’avvento delle monocolture e dell’agroindustria. La risposta trovata con la moglie Tullia e qualche giovane compagno di Isola del Piano fu l’agricoltura biologica, punto di partenza per uno sviluppo economico, sociale, politico e culturale a trecentosessanta gradi, solo punto di partenza, perché il biologico è parte di un ecosistema complesso che comprende anche energie rinnovabili, sostenibilità, politiche commericali che non tengano in considerazione solo il profitto ma l’intero ecosistema ambiente-uomo-società.
Il primo modo di sostenere la campagna è dare la giusta retribuzione agli agricoltori, cercando però di contenere il costo per il consumatore, non abbiamo mai voluto fare un prodotto di nicchia, la pasta è per tutti.

Paola: come è avvenuto il passaggio da cooperativa agricola a fondazione?

La Fondazione è una costola di quest’esperienza, si propone di curare l’aspetto culturale creando eventi, attraverso la rivista Mediterraneo Dossier e altri progettiin cantiere come quello della biblioteca del Monastero di Montebello che raccoglie tutti i libri selezionati da Gino nell’arco di una vita intera.
Paola: Quanto spazio dedicate agli eventi di natura sociale e di formazione?
Girolomoni: La Cooperativa apre le porte dell’incontro attraverso convegni di settore, più specifici come il BioEuropa per chi si occupa di agricoltura, con la fattoria didattica che fa conoscere ogni anno a tanti bambini e ragazzi di ogni età il processo della pasta, capire la filiera dal grano alla vendita e scoprire un vero e proprio stile di vita e poi ci sono altri tipi di eventi in cui incontriamo intellettuali, agricoltori, spazi aperti per far convergere idee e progetti.

Paola: Qualè Il legame con il territorio?

Logisticamente non è proprio funzionale costruire un pastificio in collina, lontano dai centri urbani, ma è stata una scelta per far rivivere un luogo che altrimenti con molta probabilità sarebbe rimasto abbandonato. Non solo il pastificio, a 500 mt si erige imponente il Monastero di Montebello, completamente restaurato dalla famiglia Girolomoni, oggi sede dell’agriturismo e della fondazione, poco più sotto una locanda biologica e tra poco proprio accanto al pastificio sorgerà il molino, che ci permetterà di controllare tutta la filiera.

Paola: Quale sono le vostre materie prime e i prodotti?

Il grano proviene in gran parte dai soci della cooperativa che sono ormai più di 200, stanziati per l’ 85% nelle Marche, ma anche Umbria, Toscana, Lazio e Sicilia.
Noi produciamo pasta, poi commercializziamo altri prodotti quali passata, sughi, riso, caffè e olio da aziende italiane con cui abbiamo un rapporto lavorativo da molti anni.

Paola:parliamo di sostenibilità

Lo sfruttamento delle risorse è una logica speculativa di breve termine. L’agricoltura biologica ha come primo obiettivo il mantenimento della fertilità dei terreni. Nel lungo termine questo ripaga i minori ricavi. Senza contare poi che nel conto economico bisognerebbe considerare anche le esternalità generate dalle scelte fatte in agricoltura. Pensiamo ai residui di pesticidi che si trovano nell’acqua e a quanto spendiamo per bonificare l’acqua.
O, senza voler monetizzare tutto, alla bellezza della campagna quando non vi è monocultura!
Ma lo sfruttamento delle risorse non riguarda solo la natura, ma anche l’uomo e il suo lavoro. Noi crediamo che un prodotto oltre ad essere bio, deve anche essere remunerato con giustizia per dare dignità agli agricoltori. D’altra parte vogliamo anche rendere un prodotto bio accessibile a tutti e non un prodotto di nicchia per pochi, e quindi facciamo il possibile per ottimizzare i costi, evitando gli sprechi e riducendo le inefficienze. Questa è la sfida del nostro essere cooperativa che gestisce tutta la filiera.

Paola: Un esempio di eduteinment, la fattoria didattica

Vedono come si fa la pasta, vedono i campi coltivati, camminano attraverso il bosco per raggiungere il Monastero, dove attraverso la parola e la vista si faranno parlare le pietre, per raccontare la storia di un luogo, di un impresa e di un idea che evolve nel tempo.

Ringraziamo come sempre i nostri fornitori per l’impegno sul territorio e nei confronti del pianeta. Villa Claudia sceglie #Bio!


Categorie: Benessere

12 Giugno 2018

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